Orario S.Messe

S.Messe feriali

 

Chiesa Gesù Redentore
Dal lunedì al venerdì
S.Messa ore 08.00

 

Chiesa Mater Admirabilis
Dal lunedì al venerdì
S.Messa ore 18.00

S.Messe festive

Chiesa Gesù Redentore
Sabato
S.Messa prefestiva
Ore 18.00  – 21.00*
* La S.Messa delle ore 21.00 parte da sabato 11 giugno

Domenica
S.Messa
Ore 07.30 – 11.00 – 18.30 – 21.30*
*La S.Messa delle 21.30 parte da domenica 12 giugno

 

Chiesa Mater Admirabilis
Sabato
S.Messa prefestiva
Ore 18.00  – 21.00*
*La S.Messa delle ore 21.00 parte da sabato 11 giugno

Domenica
S.Messa
Ore 8.00 – 10.00 – 18.00 – 21.00*
*La S.Messa delle ore 21.00 parte da domenica 12 giugno

Per indicazioni più dettagliate sulla partecipazione alla S.Messa nella Chiesa Gesù Redentore, CLICCA QUI

Per indicazioni più dettagliate sulla partecipazione alla S.Messa nella Chiesa Mater Admirabilis, CLICCA QUI

E’ vietato l’ingresso a chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea uguale o superiore a 37,5°C, o è stato in contatto  con persone positive al Covid-19.

Confessioni

Chiesa Gesù Redentore
Sabato
Dalle 09.30 alle 12.00

Chiesa Mater Admirabilis
Sabato
Dalle 15.30 alle 18.00

Consiglio Pastorale per nuove prospettive liturgico pastorali

Lunedì 11 Maggio alle ore 21.00 convochiamo il Consiglio Pastorale insieme a tutte le persone che hanno desiderio di studiare insieme le prospettive liturgico pastorali con l’inizio della Celebrazione Eucaristica in tempi di Corona Virus.
Di seguito le indicazioni.
Alle ore 20.30 ci colleghiamo su Zoom e su YouTube per il consueto Rosario del mese di maggio. Alle ore 21.00 rimanendo sugli stessi canali cominceremo l’incontro.
Chiediamo a ciascuno di leggere, prima di lunedì sera, le disposizioni del nostro Vescovo che trovate in allegato. Nella serata ciascuno può prendere parola tenendo conto di due minuti max di tempo a disposizione (meglio preparare uno scritto) e cercando di attenersi a queste piste di fondo:
1) Celebrazione eucaristica, confessioni, preghiera…come? dove? quanto? quando?
2) servizio di pulizia e igienizzazione
3) servizio d’ordine
4) coinvolgimento della comunità locale e turistica
5) soluzioni agli ingressi contingentati e questione dei contributi e delle offerte per i bisogni delle parrocchie

comunicazione del vescovo sulle disposizioni liturgiche comunicazioni diocesi

Collegamento su ZOOM

Collegamento YouTube 

La Domenica delle Palme


Probabilmente non avrai ricevuto quest’anno un ramoscello di Ulivo come è di tradizione. Forse non lo sai, ma il ramoscello oltre il ricordare il festoso ingresso di Gesù in Gerusalemme, ci ricorda quel ramoscello che la colomba riportò sull’arca di Noè.

Dopo quaranta giorni e quaranta notti, Noè non ne poteva più di stare nell’arca. Non doveva essere facile vivere chiusi in mezzo a tutti quegli animali e il passare dei giorni aveva reso via via più faticosa la convivenza familiare di quelle otto persone.

Non solo: i disagi si accompagnavano all’incertezza di mille domande su cosa stava accadendo all’esterno, in quel mondo trasformato dal diluvio in un’immensa distesa d’acqua. Quanto ancora sarebbe durato? Cosa avrebbero trovato là fuori? Come sarebbe ricominciata la vita? Poi il diluvio cessò, l’arca si posò sulla cima di un monte e le acque iniziarono lentamente a scendere. Dopo due tentativi per capire la situazione, la Scrittura racconta che Noè «di nuovo fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia di ulivo» (Gen 8,10-11).
Questa foglia di ulivo oggi ce l’hanno disegnata i nostri bambini. Vi chiediamo di appenderla in qualche parete visibile della casa e magari ogni tanto fermarsi davanti per una preghiera…una semplice Ave Maria. Sono disegni benedetti! Li benediciamo tutti nella Messa delle Palme. Pur a distanza ma la benedizione passa 70 muri!!!

E poi sarebbe ancora bello che in questi giorni ognuno si adoperasse per trasformare questo messaggio di speranza in qualcosa di concreto da vivere con le persone che abbiamo intorno, diventando come un ramoscello di ulivo per la propria famiglia.

don franco, don Valerio e don marco